aspettando la cena...

Posted by Veronica M. Maruzzo On sabato 17 gennaio 2009 0 commenti

… mi ritrovo davanti a questo schermo che oramai è la mia finestra sul mondo.. anche perché la mia finestra (quella reale) si è rotta e quindi anche volendo il mondo (la ferramenta, l’elettrauto, lo scorcio di parchetto e le macchine che passano…uhm..wow..) non lo potrei vedere manco pagando in rupie (che poi lo scambio è sfavorevole.. con 1 rupia non ci gratti manco la parte argentata del gratta e vinci..).


Sembra che  tutti i miei sforzi per entrare in comunicazione con questo benedetto bambino nero (dicesi nuovo pc…all’anagrafe è ancora senza nome, povera stella…uhm.. ci devo pensare bene.. ma visto i capricci che fa direi che è donna e pure piccola.. lo chiamerò pippi XDXDXD *uccidetemi*) siano vani. Non mi ascolta, si lamenta e mi mette un bel broncio BLU nel peggiore dei casi. Credo che il problema sia un programmino della Asus chiamato Six Engine: in teoria servirebbe a non far consumare energia e palle varie. In realtà mi blocca un po’ tutto e rompe le scatole.


 


Discorsi da nerd a parte, parlavo di finestre.  Il libro che sto leggendo mi costringe a riflettere sul concetto di identità, di sdoppiamento, di prolungamento del proprio essere ad opera di mezzi tecnologici che oramai sono entrati di diritto nel nostro “esoscheletro” … bhè non saprei. Forse per alcuni oggetti si può anche parlare di prolungamento dell’arto o di esteriorizzazione di funzioni psicofisiologiche.. ma mi riesce difficile  considerare una pagina di wikipedia o un qualsivoglia sito come estensione di me stessa : io non sono un centro informazioni ma un contenitore in espansione.  Sono me stessa che osserva da una finestra digitale. Non esageriamo coi paroloni e chiamiamo le cose come sono. Se un giorno arriverò ad impiantarmi un nodo artificiale  nel cervello che mi permetta di entrare in link con mezzo mondo attraverso un’interfaccia neurale allora ne potremo riparlare. Per il momento preferisco pensarmi come osservatrice e fruitrice di un possibile nuovo mondo, che si evolve e si modifica davanti ai miei occhi, ad opera delle mie dita, ma che posso decidere di ignorare se mi da fastidio o mi stressa.     …. Potremmo mai ignorare un dito o un piede?  ;)


 


Ieri  ho fatto il grande passo. Dopo tre anni di stasi anche questa stanza ha subito la famigerata rivoluzione del moto dei mobili. Il risultato è carino, caotico e meno inquadrato ma carino. Ora somiglia più ad una nerd stanza da hacker donna con milioni di cose appese ovunque, ma per lo meno soffro meno il freddo. Se non fosse per la suddetta finestra rotta XDXD.  E’ difficile però. Sarò stupida, riderete di me, ma cambiare i connotati ad un luogo in cui bene o male passi metà della tua esistenza (l’altra metà si divide tra cucina e bagno)  non è un’operazione che prendo alla leggera. Mi ci è voluto tanto per decidermi e anche se ora mi piace, ripensare alle ore passate in quel posto (si perché sembrano due case diverse lol..) mi da nostalgia.

La maledetta nostalgia. Ma sono l’unica che quando si siede al parchetto poi sente nostalgia per la panchina su cui stava, al momento di andarsene?!?!  Forse ho bisogno di un analista XD Ma uno bravo eh.


O semplicemente di non starmene qua da sola. Non così.


Buona cena.


Vero

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