non mi piace

Posted by Veronica M. Maruzzo On martedì 15 febbraio 2011 2 commenti

non mi piace tutto questo.

non mi piacciono queste cose e nemmeno come mi fanno sentire.

non mi piace essere nel periodo in cui sono.

non mi piace che col solito tempismo del cazzo ogni volta che succede qualcosa di brutto, matematicamente seguano a ruota cose che non mi fanno stare tranquilla, quasi aspettassero il momento buono.

non mi piace avere lo stomaco perennemente chiuso per l'ansia.

non mi piace stare in ansia.

non mi piace sentirmi fuori da ogni contesto ed ogni cosa, come se ormai non fossi più nulla.

non mi piace ascoltare parole e pensare che non me ne frega niente.

non mi piace dover diplomaticamente sorridere e chinare la testa di fronte alle persone solo per evitare rogne.

non mi piace dover ripetere sempre le stesse cose alle stesse persone perchè non importa quanto cambi l'ambiente, sempre teste di cazzo rimangono.

non mi piace quando per una scusa o per l'altra le persone si allontanano da me regalmente offese pur avendo torto marcio.

non mi piace quando si allontanano quelle che non vorrei si allontanassero mai.

non mi piace dovermi scusare ogni due secondi perchè rompo le palle.

non mi piace rompere le palle.

non mi piace che le mie palle girino costantemente.

non mi piace sentirmi strana, così strana da non riconoscermi più in qualcosa che fino a poco tempo fa ero io a tutti gli effetti.

non mi piace la sensazione di disagio che provo in questo momento.

non mi piace la sensazione di disagio che aleggia da un po'.

non mi piace avere dubbi.

non mi piace avere ansie, come una volta.

non mi piace tornare sui miei passi.

non mi piace aspettare, rincorrere, attendere.

non mi piace aspettare nell'incertezza.

non mi piace sentire la mancanza di qualcosa o qualcuno.

non mi piace sentire la mancanza di qualcuno anche se è fisicamente a portata di mano.

non mi piace avere paura.

non mi piace avere paura di perdere.

non mi piace avere paura di perdere qualcuno.

non mi piace non poterlo dire a nessuno perchè siete tutti sempre impegnati con i vostri umori del cazzo.

non mi piace... non mi piace niente in questo momento.



e la cosa divertente è che non sono arrabbiata. ormai sono oltre.

forse la parola giusta è rassegnazione.

2 commenti:

delsys ha detto...

Puo' sembrare semplicistico, ma se non ti piace, non farlo.



Trova lo spiraglio nella tua testa che quando le paranoie cercano di rimbalzarti addosso, fra le mille voci negative mette un imperativo categorico neutrale.



La nostra testa e' fatta esattamente come il mondo delle linee, anzi, il mondo delle linee e' la nostra testa, e su di essa abbiamo, anche se e' incredibile a dirsi, lo stesso identico controllo.



Percui se c'e' buio e non sai dove andare e non vedi la strada e le cose non sono chiare, invece di cedere al panico e ripetere a nastro che e' buio, basta dire "luce", e pretendere dal tuo stesso punto di vista una visione opposta a quella che fa stare male, che riequilibri il tutto e restituisca le forme e i colori alle cose.



Non lasciare che la tua testa dia un colpo di evidenziatore ai lati negativi delle cose, non lasciarglielo fare sempre altrimenti l'ansia sara' la tua compagna di viaggio piu' fedele, e quelle cose infetteranno tutto cio' che di buono potresti avere.



Per quanto le cose sembrino sempre rovesciartici addosso, dipende molto piu' da te che da quello che ti circonda, che spesso agisce e viene percepito solo di conseguenza, con l'eccezione di certi ambientini in cui tutti stanno in uno stato costante di nonsense rabbia e nervi, che andrebbe evitato come la peste, ma a volte non si puo'.



E' proprio nei periodi piu' bui che la capacita' di tenere a bada gli sbandamenti interiori e' piu' preziosa.



Hai paura che succeda qualcosa di brutto? Esorcizza questa paura informandoti sulla situazione attuale, senza lasciare che la visione negativa si assorba tutto quanto, cercando punti di luce, e non lasciandoti il tempo di continuare ad analizzare quelli in ombra traendone conclusioni che mettono insieme solo puzzle di ombre.



Si esce dall'ansia e dal dubbio cosi', solo cosi', vanno combattuti, niente di esterno puo' aiutare.



Il segreto sta nella parola. "Non ti preoccupare" Pre - occupare.

Non ti occupare di vagliare cose che non e' detto che succedano.

vampire ha detto...

A volte mi riesce davvero difficile non evidenziare i lati negativi delle cose, suonano sempre molto come se fossero staffilate dirette a qualcosa che comunque mi fa male. Non intenzionalmente ma così è. Come se mille ferite dell'orgoglio sanguinassero continuamente e mi offuscassero la vista, permettendomi di vederne solo altrettante lì fuori ad aspettarmi.



E allora l'ansia la fa da padrona davvero. So che il tuo discorso è giusto, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il BOH. Il.."non so come". A volte ci riesco, altre volte no.

E se ci unisci insicurezze, egoismo e quant'altro.. ne esce un quadretto critico non poco.



PReoccuparmi... lo faccio sempre, anche troppo, anche quando non dovrei.



Non so veramente come prendere in mano le linee, a sto giro. Forse sono anche un po' stufa di doverlo sempre fare. Veramente stufa.

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