uno di quei giorni

Posted by Veronica M. Maruzzo On mercoledì 18 maggio 2011 0 commenti

oggi è uno di quei giorni in cui voresti semplicemente restare nel letto e dimenticarti che il mondo esiste.

sono stanca, mentalmente ed emotivamente stanca.

sono successe cose nel frattempo, un mese abbastanza pregno di eventi.. eppure. eppure.

quella bolla di indolenza che mi ha sempre circondata e che ho tentato di strappare con le unghie e coi denti mi sta riavvolgendo e a volte vorrei che fosse così spessa da non lasciar entrare nessuno.



in due giorni non c'è stato nulla che non volessi che abbia fatto il favore di non accadere.

sono stremata, stufa. stufa di così tante cose che faccio fatica a farne un elenco. farei prima a dire cosa invece non mi stanca: dormire. ecco si, dormire.



è un sonno malato, sbagliato, deprimente. depresso probabilmente.

non ne posso più degli ostacoli, delle cose che non vanno come vorrei, delle difficoltà, dei problemi e delle sfide.

le sfide sono accattivanti finchè hai la forza per affrontarle.. ma non era il momento per gettarmi di nuovo nei dubbi, nelle cose che mi drenano via la vita come se fosse un soffio senza soluzione di fine.



non so. forse avrei bisogno di una di quelle capsule criogeniche in cui smetto semplicemente di sentire, provare, volere, fallire.

il problema è che mentre io mi chiudo in un meritato no comment mode.. il mondo va avanti. e lo fa senza di me. e se un tempo potevo anche fregarmene, la nuova veronica non ce la fa. soffre e si dispera perchè alcune di quelle nuvole all'orizzonte le vorrei catturare, inglobare, farle mie. così come sono state capaci di fendermi l'orizzonte in modo così repentino ed assurdo che ancora mi sto chiedendo da dove sia arrivata tutta la tempesta.



basta. per favore, mi fate il favore di fermarvi insieme a me per un attimo?

un attimo solo, qualche giorno in cui possa semplicemente sorridere senza aver paura di prendermi in giro, prendervi in giro.



mi preoccupo per cose e persone che di me se ne sbattono allegramente le palle. mi prendo addosso responsabilità e pensieri quando non dovrei, semplicemente non dovrei.



la mia vecchia me nn avrebbe avuto esitazioni: è uno di quei traguardi neri in cui un bel wipe avrebbe risolto tutto: qualcosa non va? amen. cancelliamo. tanto chissenefrega.

peccato non essere più quell'ingenua ragazzina che di fronte alle cose scappa, elimina e cambia strada.



adesso non ce la faccio,non voglio. non voglio abbandonare questa strada nonostante si stia rivelando strana, in salita, piena di sassi sassini sassetti.. una strada che non ho idea di dove porti.



una strada che percorro da sola, perchè le persone che camminano con me.. alla fine seguono la propria.

una strada lungo la quale non finisco mai di rimanere delusa o spaventata.

una strada che mi si profila... boh.

ma mi si profila davvero?





avrei bisogno di una pausa ma non posso concedermela perchè mentre il mio triciclo arranca su per la salita potrebbe arrivare il maledetto TIR a superarmi e arrivare in cima bello tronfio sulle sue millecentocinquanta ruote motrici, mentre io cerco di rigonfiare le mie ruotine sgonfie.



sono stanca.

mi fai il favore di dirmi chi sei?



nn so più nemmeno cosa volevo scrivere.

buona notte.



V.

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